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La Valle del Metauro

La Valle del Metauro  

MERCATELLO SUL METAURO

Mercatello colpisce per la sua “civitas”: si respira un’aria di piccola città dove lo stile di vita è rimasto quello di una comunità erede di una ricca storia e custode di un ambiente ancora oggi integro. Molti i monumenti di prestigio: i palazzi, la piazza San Francesco con i suoi edifici storici, ed il bel ponte romanico a tre arcate sul Metauro. Le chiese sono ricchissime di opere e non mancano di feste tradizionali tra cui ricordiamo il “Palio del Somaro” che si tiene a Luglio. L’origine di Mercatello risale a dodici secoli avanti Cristo. Subì le traversie delle invasioni Barbariche, ma i longobardi nel sec. VI la ricostruirono. Sottoposta alla giurisdizione civile ed ecclesiastica di Città di Castello si svincolò quando, costituitasi la Massa Trabaria, Pipino il Breve nel 756 la donò a S. Pietro. La sede di Roma vide subito nel territorio della pieve e nel borgo luoghi ricchi di mercato da cui il toponimo “Mecatello”.

SANT’ANGELO IN VADO

E’ particolarmente bella: sono belle le sue vie, le sue piazzette e sono belli i suoi palazzi ma è bella soprattutto l’atmosfera complessiva di questa nobile città piena di negozi bar e luoghi di ristoro. Il nucleo cittadino sorge sulle rovine dell’antica Tiphernum metaurense, la corrispondente della Tiphernum teberinum (Città di Castello ). Tante le opere artistiche sparse per la città fra cui spicca la “Domus del Mito”, una delle più belle e importanti ville romane di tutte le Marche di recentissima scoperta. Sant’angelo in vado è una capitale del Tartufo: nell’Appennino pesarese rappresenta il nucleo di una vasta area che per i suoi terreni marmosi e argillosi si distingue per la produzione del tartufo bianco pregiato ( tuber magnatum pico ) e di altre specie che assicurano per tutto l’anno la presenza del pregiato tubero. Un’occasione del tutto particolare per visitare e vivere il centro e costituita dall’apertura di numerose cantine in concomitanza con le celebrazioni della “Mostra nazionale del Tartufo” (ultime tre domeniche di ottobre).

URBANIA

L’antica Castel Durante è ricca di opere architettoniche e tradizioni artistiche . Fu la prima residenza dei duchi di Urbino come testimoniato dal luminoso Palazzo Ducale, ricco di opere e nobilitato dalla biblioteca storica ( che contiene circa cinquantamila volumi, documenti antichi, duemila preziosi disegni e numerosi reperti artistici locali); la magnifica costruzione del Barco, residenza di caccia dei duchi dalla architettura imponente, i suoi palazzi e le sue tante chiese. Lustro della città la sua antica e ancor viva produzione di ceramica, una delle più importanti non solo d’Italia ma anche di tutto il mondo: le antiche ceramiche durantine sono le più quotate in tutte le aste. Altra curiosità di Urbania è la famosa chiesa dei morti, dove sono esposti diversi corpi mummificati conservatesi per una particolarità del terreno. Singolare consuetudine di alcuni abitanti è quella della “Lettura delle cipolle” per predire l’andamento meteorologico di tutta l’annata. Urbania è ormai famosa a livello nazionale per i suoi festeggiamenti dedicati alla Befana: diversi eventi dedicati a questa magica figura riempiono il periodo natalizio.

FERMIGNANO

Fermignano è situata in una posizione strategica, nel punto di incontro di strade che consentono l’accesso sia all’alta Valle del Metauro sia di giungere alla via flaminia e alla valle del burano evitando il lungo giro che porta alla Gola del Furlo. Fermignano ha origine romane: sono attestate dalla presenza di un solido ponte costruito in quell’epoca, il quale permette ancora oggi l’attraversamento del fiume e soprattutto anche da numerosi toponimi che ricordano la “Battaglia del Metauro”, combattuta in questa piana tra l’esercito Romano e quello Cartaginese guidato da Asdrubale. Nel Medioevo accanto al ponte fu costruita una imponente torre che lo sovrasta e che si specchia in una suggestiva cascata. La storia ci presenta Fermignano come un centro laborioso, con una vocazione industriale testimoniata dalla presenza di cantieri già in epoca medioevale e dai lanifici. Da segnalare il famoso “Palio della Rana” la prima domenica dopo la Pasqua.

 

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